Vi raccontiamo il nostro week-end alla “House of Jumpman”

Raccontare un’esperienza, un’emozione, un viaggio, non è mai facile; soprattutto se durante questo percorso hai la possibilità di incontrare una divinità, un mentore e una fonte di ispirazione.

Siamo partiti da Milano venerdì mattina, con solo una vaga idea di quello che sarebbe potuto accadere durante il fine settimana che ospitava il Quai54 a Parigi.

Per chi non lo sapesse, il Quai54 è il torneo per eccellenza di street basketball, fondato da Hammadoun Sidibe e che vede come sponsor principale Jordan Brand. Per l’occasione più di 20,000 spettatori, amanti del gioco e non solo, si radunano ai piedi della Torre Eiffel per assistere a una due giorni fatta di partite, contest e tanti eventi esclusivi.

Per Jordan Brand, il Quai54 rappresenta una grande vetrina, per mostrare alla stampa e agli addetti ai lavori tutte le novità che il marchio ha in serbo per le stagioni e gli anni a venire.

Arrivati nella capitale francese il punto di ritrovo è la “House of Jumpman”, una villa nel cuore della città, allestita per ospitare una serie di incontri e presentazioni esclusive.

Tra le prime attività a cui abbiamo partecipato, c’è stata la presentazione della nuovissima linea 23Engineered. Su un palco half court che si sviluppa in verticale, 6 manichini indossano la nuova linea del brand, che ha come obbiettivo fondere l’innovazione, la funzionalità, la ricerca e lo sviluppo – elementi che il marchio ha perseguito nel corso di tutta la sua storia.

A presentarci la collezione sono David Creech (vice president design Nike), Brue Mchayle (Senior Product Director Global Apparel Jordan Brand) e John Burlo (Senior Designer Director Jordan Brand).

Finita la presentazione nessuno di noi poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto. In un solo istante il palco si sgombra ed in maniera spontanea tutti i presenti si spostano lateralmente, creando una passerella immaginaria, come se già sapessero che qualcosa di grande, a tratti inimmaginabile, stava per succedere.

Dopo un’attesa di pochi minuti – che a noi però sono sembrati a tratti interminabili – arriva His Airness, il GOAT, Michael Jeffrey Jordan. Il boato si trasforma in un silenzio assordante quando prende la parola per presentare tutto il nuovo roster. In fila salgono sul palco Blake Griffin, Russell Westbrook, Kemba Walker, Jayson Tatum, Les Twins, Maya Moore e Aleali May.

Proprio Tatum, point guard dei Boston Celtic, diventa il fulcro di questo evento conclusivo: viene infatti presentato ufficialmente come ultimo campione ad aver firmato per Jordan Brand.

Cercare anche solo di trascrivere quanto vissuto in quel momento è pressoché impossibile. Dopo tutto questo carico di emozioni sembra davvero difficile fare meglio.

Il day two non inizia nella casa dei sogni, bensì in palestra con una training sessioni di basket. Il coach? Blake Griffin. La stella della NBA ci ha mostrato come tirare, dribblare e addirittura schiacciare (specialità della casa).

Messo giù il pallone ci siamo diretti nuovamente alla “House of Jumpman”: sul palco, un nuovo allestimento con i manichini ci presenta in anteprima la nuova collezione dedicata alla città di Parigi e alla sua squadra di calcio, il PSG.

Ma non poteva mai essere una presentazione in sordina: a sorpresa, prima che John Burlo e David Creech prendano la parola, ecco apparire nuovamente MJ!

Le sue parole su come la capitale francese ed suoi cittadini siano importanti per il marchio meriterebbero un’articolo a parte.

Dopo un tour privato alla scoperta dei segreti della collezione PSG x Jordan Brand e un workshop dedicato alla creazione di t-shirt, long sleeve e tote bag, arriviamo alla conclusione di una nuova giornata all’insegna del cardiopalma.

Domenica mattina ci dirigiamo per l’ultima volta alla “House of Jumpman” per assistere ad un talk tutto al femminile. L’importanza della donna nel mondo dello sport, della moda e nella musica prende vita grazie alle voci di Maya Moore – prima giocatrice WNBA ad aver firmato un contratto con Jordan Brand -, Aleali May e Lean Chihiro – promessa della musica rap francese grazie al fusione nei suoi testi della lingua giapponese e quella inglese.

La “House of Jumpman” e sola una delle innumerevoli cose che sono accadute durante questo nostro week-end, ma vogliamo tenervi ancora un po’ sulle spine: continuate a seguirci, il meglio deve ancora venire!