Cha Cha: le parole del protagonista del Foot Locker Festival Drop

Tutti gli appassionati di musica sanno benissimo che l’estate significa due sole cose. Da un lato, a livello discografico ci si prende una bella pausa – anche se quest’anno, tra il Machete Mixtape 4 e il disco d’esordio degli FSK, non è andata proprio così; dall’altro, si entra davvero nel vivo della stagione dei festival, che parte in tarda primavera ma raggiunge l’apice proprio nei mesi estivi. Impossibile elencarli tutti: dal Wireless al Lollapalooza, passando per il Sònar o il Fraunfeld, l’elenco – restando solo in Europa, senza andare a scomodare titani quali il Coachella – è davvero smisurato. Foot Locker ha quindi pensato di rilasciare una sorta di “capsule collection” di sneaker dedicate proprio alla stagione dei festival, e nel farlo ha coinvolto anche il rapper torinese Cha Cha.

Ma procediamo con ordine. Cos’è la Foot Locker Festival Drop? È una selezione esclusiva ideata dal retailer, composta da sneaker dal taglio accattivante, dai colori forti e sgargianti, dall’energia vibrante; l’ideale, insomma, per saltare a tempo di musica durante un festival. Nell’elenco figurano le Nike React Element 55, le Nike Air Max 270, le Puma RS-X, le Fila Distruptor e altre ancora.

Ad accompagnare il lancio, Foot Locker ha scelto Londra come cornice di un evento che mettesse in risalto gli artisti del domani; i giovani talentuosi di oggi, che un domani forse saranno proprio gli headliner dei festival di cui parlavamo. La selezione è stata curata dall’artista inglese Yizzy, legato al mondo del grime, che per l’Italia ha scelto Cha Cha. Salito alla ribalta con “Torino” – brano che al momento vanta circa 6 milioni di stream su Spotify -, il giovane rapper è ancora nel bel mezzo del suo percorso da emergente, lavorando di singolo in singolo, alla ricerca di un’identità artistica e di una dimensione sonora precisa e unica.

Lo abbiamo incontrato per scambiare quattro chiacchiere e capire qualcosa in più di lui e della sua musica, e non potevamo far altro che partire parlando del capoluogo piemontese. “La mia musica parte proprio da Torino, il brano che ho scritto per la mia città quindi il legame tra la mia musica e la mia città è fortissimo” ci racconta, e non è difficile scorgere un luccichio nei suoi occhi, quando parla della città della Mole e del legame che lo unisce a lei; “sono innamorato di Torino, per me è un enorme fonte d’ispirazione, si dice in giro che sia una città magica e vivendola tutti i giorni vi posso assicurare che lo è davvero”. Sì, anche noi durante il Maze Festival avevamo avuto un’impressione simile. Torino però è anche una delle città più importanti per il rap italiano: ha visto i natali degli One Mic, di Ensi, di Willie Peyote. Cha Cha è consapevole del “peso” di un simile retaggio, e ci dice che “sicuramente esser nato nella città dov’è nato il rap italiano e da dove sono uciti un sacco di artisti di spessore non fà altro che motivarmi a dare il 100%”, ma non tarda ad aggiungere che “non mi sento affine a loro, cerco di portare un suono che a mio avviso mancava nella città, faccio musica con uno stile personale e penso sia proprio questo il mio punto di forza”.

Non tutto inizia e finisce con Torino però: Foot Locker lo ha portato sul palco di un rooftop inglese, davanti ad un pubblico non italofono, un’esperienza che sicuramente gli avrà lasciato molto addosso. “L’esperienza a Londra con Foot Locker è stata fantastica, suonare con artisti emergenti provenienti da diverse nazioni davanti ad un pubblico estero è stata un emozione unica. Dopo il live abbiamo avuto modo di parlare a lungo delle nostre storie e siamo persino finiti in uno studio di registrazione londinese, lì abbiamo potuto confrontarci su i nostri differenti approcci al beat ed è stata scuola per tutti”. Non è mai facile confrontarsi con un pubblico che non ti conosce, a maggior ragione se poi c’è anche la barriera linguistica. Il “problema” sembrerebbe però non aver neanche sfiorato Cha Cha, che anzi ne parla come una vera e propria fonte d’ispirazione: “sono rientrato in Italia pieno di spunti interessanti, penso che per il mio primo disco viaggerò molto, voglio confrontarmi con più culture possibili”.

Visto che stiamo parlando di Foot Locker e di uno sneaker pack – e visto e considerato che il rapporto tra rap e streetwear/sneakergame è piuttosto simbiotico -, che ne pensa Cha Cha di questo mondo? “Sin da ragazzino sono stato un amante delle sneakers, è partito tutto da lì, mi ricordo che andavo pazzo per le scarpe da basket e la mia prima scarpa per giocare fù proprio una Jordan, pian piano crescendo e avvicinandomi al ballo sono arrivato a contatto della cultura street a 360 gradi, sono rimasto affascinato dal mondo dello streetwear ed ho iniziato a seguire i drop di diversi marchi d’abbigliamento. Prima di uscire di casa passo parecchio tempo davanti all’armadio per decidere cosa mettere, mi piace scegliere il giusto outfit per ogni occasione”. Cha Cha sa bene che serve la sneaker giusta per calcare il palco giusto, così come Foot Locker sa bene che serve la sneaker giusta per godersi il festival giusto. Parola del Foot Locker Festival Drop.