MadMan ci racconta la capsule collection in collaborazione con Octopus Brand & Ubisoft
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Se pensiamo a MadMan, la prima cosa che ci viene in mente è sicuramente lo smisurato talento che Pierfrancesco Botrugno – questo il nome dell’artista all’anagrafe – possiede nel rappare. Classe ‘88, MadMan è uno dei nomi di punta dell’attuale generazione di rapper, e ha già scritto pagine importanti per il genere in Italia, soprattutto negli ultimi anni. Nel 2019 ha pubblicato “MM Vol. 3”, terza istallazione della sua fortunata saga di mixtape, e ad aprile partirà per le prime quattro date di presentazione del progetto, già tutte ampiamente sold out. 

Il rap non è però l’unica passione di MadMan: si è infatti sempre dichiarato un accanito videogiocatore, nello specifico un amante degli FPS – acronimo con cui si indicano gli sparatutto in prima persona, come Call of Duty o i titoli della saga di Tom Clancy’s. Proprio questi ultima saga ha dato vita, insieme a MadMan e ad Octopus Brand che aveva già fatto qualcosa di simile con Rick & Mortyad un’esclusiva capsule collection in grado di ibridare streetwear, rap e gaming. Ispirata da Fuze, una categoria di personaggio giocabile in Tom Clancy’s Rainbow Six Siege – ultimo capitolo della saga Ubisoft -, la capsule si compone di due t-shirt e una felpa, ideate e disegnate da MadMan insieme al team creativo di Octopus Brand. L’approccio elaborato e appariscente dello streetwear made in Octopus incontra quindi la forza evocativa dei loghi e della simbologia del videogioco Ubisoft, mentre l’immaginario street di MadMan e della Tanta Roba Label – la sua etichetta – fanno da collante.  

La capsule – composta da 450 pezzi totali, andati sold out in pochissime ore -, interamente made in Italy, è stata presentata all’interno dello Iuter Store di Milano, allestito per l’occasione con un’istallazione esclusiva denominata “Fuze Them All”. Dopo aver visto in anteprima il nuovo video di MadMan – “Numeri”, disponibile su YouTube -, ispirato all’immaginario di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda a MadMan, per scoprire qualcosa di più sulla capsule e sul suo rapporto con gaming e streetwear. 

Riccardo Primavera: Sono ormai circa tre anni che collabori ufficialmente con Octopus Brand, ma molti di più quelli trascorsi da supporter di Iuter. Come ti senti ad avere realizzato una capsule collection con questo brand? 

MadMan: Sicuramente sono orgogliosissimo. Sto vedendo i feedback positivi dei fan, magari anche dei ragazzi che non sono miei fan ma fan di Octopus, e la cosa mi riempie di orgoglio. Poi devo dire che, oltre all’orgoglio e al prestigio di collaborare con un brand come Octopus, c’è anche la soddisfazione di essere cresciuti insieme negli anni. Come hai detto tu, sono quattro o cinque anni che io e il brand abbiamo contatti, e due o tre anni che collaboriamo ufficialmente. È una bellissima sensazione, non vedo l’ora di collaborare di nuovo. 

R.P.: Nel panorama musicale odierno, l’immagine ha assunto un ruolo sempre più rilevante, aiutando l’artista a promuoversi. Tu ti ritieni un po’ un “hypebeast”? Hai dei brand preferiti di sneaker e streetwear, oltre a Iuter e Octopus? 

M.M.: No, no, decisamente non mi ritengo un hypebeast (ride). Sono stato in fissa per anni con le snaker, adesso un po’ meno, però ne ho collezionate tantissime, di questo sono colpevole al 100% (sorride, ndr). Parlando di brand, beh, come avrai capito Jordan (indossa un paio di scintillanti Air Jordan IV, ndr), anche se ultimamente mi sto aprendo alle novità. Le mie sneaker preferite sono le Jordan IV e in generale tutte quelle anni ‘90. 

R.P.: La capsule mette insieme due tue grandi passioni, lo streetwear e i videogiochi. Quando è nata la tua passione per il gaming? Come vedi lo sviluppo della scena di gaming professionistico anche in Italia, soprattutto recentemente? 

M.M.: Eh, avevo 5 o 6 anni, ero piccolissimo proprio, nei primi anni ‘90 che avevo il Sega Megadrive. Tu sei troppo giovane per ricordarlo, quando sei nato tu probabilmente già giocavo (ride e ha ragione, aveva già 7 anni, ndr). È una passione che va avanti veramente da tempo immemore. Vedo bene la scena di progaming italiana, la vedo in forte crescita, tutto il settore del gaming in generale è in forte crescita. Personalmente conosco alcuni gamer che sono anche streamer e youtuber – come Gabbo – che sono amici con cui gioco a Rainbow Six. Vedo che sempre più ragazzi hanno l’opportunità di distinguersi e farsi vedere anche solo grazie alle skill che hanno come gamer, ed è una cosa nuova. Non devi per forza essere uno youtuber o un intrattenitore, basta essere forti a giocare per costruire una fan base. 

R.P.: Sappiamo che sei un videogiocatore accanito: quali sono i tuoi titoli preferiti? Sei un amante degli FPS o giochi anche ad altri generi? 

M.M.: Principalmente FPS, ma proprio storicamente, però gioco anche ad altro; in generale, io gioco ai titoli belli (sorride, ndr). Il mio gioco preferito resterà per sempre Metal Gear Solid, fino al quarto capitolo. I titoloni come Last of UsResident EvilMortal Kombat e titoli così li gioco, però in generale prevalentemente FPS. Poi con il multiplayer online adesso gli FPS sono il massimo. 

R.P.: Eh, io ricordo gli anni di Call of Duty, tutti abbiamo attraversato un periodo in cui giocavamo cinque ore al giorno… 

M.M.: Magari solo cinque… (ride) 

R.P.: Se potessi scegliere un’altra saga Ubisoft per la quale realizzare una capsule collection in collaborazione, quale sceglieresti? 

M.M.: C’è l’imbarazzo della scelta, ci sono un sacco di titoli fighi targati Ubisoft. Ultimamente ho giocato a Far Cry, a The Division 2, a For Honor – con cui ho anche collaborato -; diciamo che Far Cry mi piacerebbe, c’è sempre questa figura del pazzoide come boss finale. Cattivissimo e pazzo, come nei film degli anni ‘90. In Far Cry 5 mi è piaciuto veramente tantissimo, come figura, il cattivo finale. Sì, ti dico Far Cry 

R.P.: Chiudiamo parlando di musica. Il 17 aprile sarai sul palco dell’Alcatraz per la data milanese del tour di “MM Vol. 3”, già sold out da settimane: cosa devono aspettarsi i tuoi fan sul palco? 

M.M.: Eh, quest’anno un bel level up. Siamo cresciuti, lo show è cresciuto; non voglio svelarti troppo, però a livello visivo, già soltanto il colpo d’occhio sarà impressionante. In tutte e quattro le date.  

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