PopStar Tour: Sfera Ebbasta ha vinto, anche al Forum di Assago
adidas_Ozweego_Header

Sulla carta, il PopStar Tour di Sfera Ebbasta sarebbe dovuto essere un successo clamoroso, ottenuto grazie al lavoro sapientemente svolto negli ultimi anni. La riedizione di Rockstar, disco che ha macinato record su record, sembrava infatti avere la strada spianata per l’ennesima cavalcata trionfale. Nella vita però, mai nulla è scontato; la tragedia di Corinaldo ha purtroppo rimesso tutto in discussione.  

Al dramma della perdita di vite umane in circostanze tutt’altro che normali, si è aggiunta una gogna mediatica senza precedenti che ha messo Sfera Ebbasta al centro di un fuoco incrociato surreale. Improvvisamente, la sua musica e il suo personaggio erano diventati il movente per qualunque cosa: oltre alla tragedia di Corinaldo, erano accusati anche di essere la ragione per cui i ragazzini si drogano, per cui diventano microcriminali, per non parlare poi del momento in cui è sceso nell’arena mediatica anche un esorcista. Cose dell’altro mondo, sui cui però sorvoliamo: Sfera e la sua musica non hanno colpe. Lo ribadiamo per l’ennesima volta, perché purtroppo è ancora necessario farlo.  

Il delirio mediatico che lo ha visto protagonista ha infatti attecchito su molti dei genitori dei suoi giovani fan, e quello che sembrava essere nato come un tour trionfale si stava trasformando in una vera e propria prova del nove. Riuscirà Sfera Ebbasta a trionfare, nonostante la strenua opposizione dei media? Riuscirà a vincere la musica in un paese come l’Italia, da anni – purtroppo – portabandiera del bigottismo culturale?  

Popstar Tour

La risposta ve la do io, ed è sì. Sì perché il Forum di Assago era pieno, ma davvero. Sì perché sugli spalti e nel parterre non c’erano solo ragazzini, ma anche adolescenti e genitori. Sì, perché hanno cantato tutti insieme, dalla prima all’ultima traccia. Sì, perché le parole spese sulla tragedia sono state poche, ma mirate e giuste, e l’ovazione del pubblico l’ha confermata. Sfera Ebbasta ha portato a casa un sold out impressionante, si è preso Milano e ha spaccato il palco con uno show di altissimo livello.  Il PopStar Tour è stato una vittoria. 

Dopo essere partito con un primo spezzone dedicato alle hit che hanno segnato i suoi esordi, come XDVRPanette e Mercedes Nero con Tedua Izi sul palco – alla faccia dell’inizio lento, politically correct e teenage friendly -, Sfera ha utilizzato l’ordine cronologico dei suoi dischi come fil rouge dello show, che si è sviluppato quindi di pari passo con la sua carriera.  

C’è stato il momento del disco omonimo Sfera Ebbasta e delle hit BRNBQ – che ha visto Charlie Charles salire sul palco e suonarla al pianoforte -, Figli di papà, Notti, Visiera a becco – che dal vivo si dimostra un banger micidiale -, per poi passare a Rockstar, suonato in compagnia della band, posta su una porzione rialzata dello stage, insieme al dj Junior K. Il pubblico ha risposto in maniera eccezionale ad ogni traccia, ne conosceva ogni barra, ogni ritornello; Sfera si è mosso sul palco con naturalezza, senza strafare, ma con una presenza vocale importante, oltre ad una componente rap che – paradossalmente – è ben più marcata dal vivo che nel disco. Ha persino retto il confronto con un animale da palco come Salmo, arrivato tra le note di Cabriolet, che ha mandato letteralmente in visibilio i presenti.  

PopStar Tour

L’ultimo blocco ha visto protagonisti diversi ospiti – RkomiLuchèDrefgoldGuè Pequeno ed Elettra Lamborghini – e altre hit e strofe di successo come quelle nel remix di Mwakamoon Machica, per arrivare alla chiusura in crescendo. La scaletta terminava infatti con Rockstar, Mademoiselle – il singolo figlio del tormento mediatico -, Cupido, Calipso – che ha visto tornare sul palco Charlie, accompagnato da Mahmood (!) e Fabri Fibra (!!) -, Happy Birthday e Pablo 

La scelta di chiudere una data del genere e un PopStar Tour del genere con Pablo sembra piuttosto chiara: sulle note di Rvssian, Sfera – pur senza parlare – ha lasciato intendere che il suo futuro non è solo qui nel Belpaese, ma anche oltreoceano. Gli ultimi mesi hanno contribuito a creare l’hype, ora aspettiamo la musica. E speriamo che stavolta lascino parlare solo quella.  

Foto di Lorenzo Villa