INNER.

In Via Pasquale Paoli a Milano, sorge uno degli Store più all’avanguardia e contemporanei del panorama della moda: INNER.

Tra High-Fashion e Streetwear abbiamo parlato con gli Store Manger Davide Marre e Riccardo Morra.

Come nasce il progetto INNER.?

D: Lo spazio inizialmente nasce come pop-up store del marchio County of Milan (Marcelo Burlon) durato 4 mesi. Poi si è evoluto dalla necessità di coprire un target di clienti che differente da quello di Antonioli, in cui non ci si focalizzava solo sul mondo del fashion, ma anche su quello streetwear se ben di fascia elevata.

INNER. nasce ufficialmente nel Gennaio del 2015 come Multi-Brand Luxury Street Wear Store.

Essendo ancora un progetto giovane il concept è in continua evoluzione, con una selezione brand sempre nuova.

Da dove Nasce la necessità di creare un contenitore di High-End Streetwear?

D: Nasce dal continuo evolversi di questa cultura e non solo; quindi vi è stata la volontà di creare uno spazio dedicato, con una sua identità, una propria gestione e con una selezione differente.

La Brand selection come avviene? Siete alla continua ricerca di Brand emergenti?

D: Si e No. Essendo ancora un progetto giovane vi è la necessità di costruire una base con dei brand già affermati.

Inoltre abbiamo la fortuna di essere legati direttamente a 3 brand molto forti come: County of Milan, Off-White e Palm Angels.

Avendo e potuto creare una base così solida abbiamo avuto la possibilità di sperimentare introducendo nuovi brand emergenti nel panorama Streetwear come ad esempio Cav -Empt e Human Made; sempre affiancati a brand che magari in Italia non sono considerati propriamente street come Stone Island.

Parliamo di Sneakers: La Sneaker selection come avviene?

D: Essendo ancora un progetto giovane non è facile confrontarsi con i Brand. L’idea che permane è quella di avere una selezione di Brand specifici e il più limitati possibile. Essendoci comunque realtà sul mercato che sono presenti da più anni di noi con account aperti da anni, alcuni brand sono più restii a fornici nuove aperture sopratutto sulle limited editions. La Speranza è comunque quella di riuscire, grazie al valore del nostro lavoro e a la nostra credibilità di riuscire ad ottenere queste aperture.

Si può notare comunque come i grandi marchi come Adidas e Nike abbiano scelto di puntare su di noi. Inoltre abbiamo anche la nostra nicchia di mercato come ad esempio Buscemi, Hender Scheme, Palm Angels e County of Milan che sono comunque legati ad una fascia superiore. Vi è da dire però che Adidas ultimamente ci sta dando molta fiducia e questo ci permette di lavorare in maniera molto positiva con questo account.

Essendo il vostro target la scena streetwear secondo voi come viene percepita in Italia?

D: Il discorso per l’Italia per quanto riguarda la scena Streetwear e Sneaker è da vedere con un’ottica di ondate. Queste variazioni dipendono molto dal “Hype”, Moda.

Il problema reale è che vi è una mancanza di background che di conseguenza porta ad una mancanza culturale nelle nuove generazioni.

Logicamente “l’Hype” non è da stigmatizzare come male assoluto, anzi, a livello commerciale è un fattore molto importante che crea e porta introito ma anche a livello di knowledge riesce in molti casi a far aprire gli occhi e a mettere in luce realtà a molti sconosciute.

C’è però anche da sottolineare che la scena streetwear italiana essendo un passo indietro rispetto alle big del resto d’Europa, viene inevitabilmente influenzata e prende spunto dalla scena estera.

Discorso a parte va fatto per County of Milan (Marcelo Burlon), che in Italia nel giro di pochi anni ha creato un nuovo movimento, con una diffusione e una presenza sul mercato globale, che sta permettendo di far conoscere il prodotto streetwear italiano anche all’estero.

La riproposizione di Brand storici legati al passato tipo: Stone Island, Fred perry, ralph lauren e Alpha Industrie com’è da interpretare? 

D: Anche qui bisogna fare dei discorsi separati; Stone Island ha il suo giro di clienti fidelizzati ormai al brand, discorso diverso per gli altri brand che seguono un criterio di ciclicità storica della moda. Anche solo se un singolo personaggio famoso indossa uno di questi brand si ritorna al discorso “dell’Hype” e quindi ad un ritorno sulle scene più o meno predominante.

Ma quindi sorge spontanea il dubbio: siamo tutti schiavi e influenzati dai trend, di ciò che vediamo addosso a personaggi noti ?

D e R: Se un prodotto diventa “Hype” c’è un motivo. Dalla comunicazione, al marketing o semplicemente da una riproposizione del brand con una nuovo progetto o concept, “l’hype” diventa intrinseco. Come sempre sta alle persone valutare il prodotto e comprendere a pieno il suo valore, non solo a livello commerciale, ma anche qualitativo. Ma vi sarà comunque sempre qualcuno che acquisterà solo per tendenza.

Cambiando discorso, il Mercato Asiatico, che in questo momento sembra molto forte ed ha un potere d’acquisto molto elevato come si interfaccia con gli store del nostro paese?

R: Il Mercato Asiatico è fuori controllo, o meglio è particolare, essendo molto più aperto ha due tipologie di acquirenti: Il primo che magari mira prevalentemente alla qualità senza seguire il trend del momento. Mentre il secondo segue la moda e quello che è il trend del momento.

Quali sono le prospettive future su INNER., secondo voi riuscirete a far crescere la cultura Street e aumentare la conoscenza anche ai più giovani su questa realtà ancora poco nota nel nostro bel paese?

D: Essendo il secondo anno di vita, il primo anno è stato di assestamento e di comprensione del mercato, tramite dei test e degli esperimenti. Ora vi è la necessità di fare un retargeting, seguendo una linea precisa di Streetwear High-End anche tramite acquisti mirati e l’inserimento di nuovi brand, senza escludere i prodotti già presenti anche per una fascia di clientela medio – alta che non punta solo al top di gamma. Questo retargeting avverrà per la Fall Winter 2016/2017. Cercheremo di tenere quello che di positivo abbiamo riscontrato in precedenza unendolo a marchi in continua evoluzione e meno conosciuti al pubblico.

Quali sono i brand da Tenere Occhio per il futuro?

R: Cav-Empt, Undercover, Off-White, ma sopratutto focalizzandoci su brand asiatici, per lo più Giapponesi,.

D: Da tenere sempre in considerazione anche Stone Island Shadow Project disegnato da Errolson Hugh, interessante e innovativo e sempre in continua evoluzione cambiando ogni stagione.

E Tra i Brand Italiani?

D e R: Noi crediamo molto nel progetto Palm Angles anche se il Price Point molto alto può bloccare l’utente, la qualità è ottima e a livello comunicativo viene spinto molto ed inoltre si rinnova ogni stagione cercando ispirazione per le sue collezioni da influenza e temi culturali pop del passato.

In conclusione i vostri Brand preferiti di sempre?

D: Nike e Adidas, Supreme e Stone Island.

R: Cav-Empt, Off-White e Acronym.

Vabbè ora ci dedichiamo ad un po’ di Shopping?

R e D: Più che volentieri !!

INNER.
Via Pasquale Paoli, 4
20143 Milano
Opening hours:
Monday 03:00 pm – 07:30 pm;
Tuesday – Saturday 11:00 am – 07:30 pm

E-mail: [email protected]
Phone number: +39 02 36579070

 

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