8 Marzo: La Festa delle Donne

Le origini dell’ 8 Marzo, che vede come protagonista indiscussa la donna in tutte le sue forme, sono controverse, e spesso le verità si colorano di leggenda.

Molteplici le versioni che cercano di identificare con precisione il quando e il perché si è deciso di istituire questo giorno per rendere omaggio alle donne. Donne che hanno lottato per conquistare molti diritti in campo economico, politico e sociale, e che hanno combattuto contro tante discriminazioni e violenze.

Le origini della Giornata Internazionale della Donna possono essere rintracciate agli inizi del XX secolo, quando la rapida industrializzazione e l’espansione economica diedero avvio, in Nord-America e in Europa, alle proteste sulle condizioni di lavoro da parte della classe operaia per richiedere la diminuzione delle ore lavorative, l’aumento dei salari e il diritto di voto.

Si racconta sempre del famoso incendio, divampato a New York nel 1908 in un’industria tessile, mentre le operaie protestavano per i turni lavorativi massacranti, che provocò la morte di tutte le donne rimaste intrappolate all’interno dell’edificio.

Proprio in onore a questa scia di proteste, la prima Giornata Ufficiale della Donna fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti.

Si racconta anche di un altro avvenimento che potrebbe essere una delle possibili cause di questa ricorrenza celebrata a livello mondiale: l’incendio divampato nel 1911 in una fabbrica di camicie in cui giovani donne lavoravano in condizioni di totale sfruttamento, prive di diritti e di norme che tutelassero la loro sicurezza.

Tra proteste, scioperi, guerre e rivendicazioni, passarano gli anni e si giunse al secondo dopoguerra, quando le Nazioni Unite proclamarono l’8 marzo 1945Anno Internazionale della Donna” e nel 1977 la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e la pace internazionale” per riconoscere il ruolo svolto dalle donne nei movimenti per la pace e per lo sviluppo, per porre fine alle discriminazioni e per accrescere il supporto alla piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale dei propri Paesi.

Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza. (Rita Levi Montalcini)

Ma perché si regala la mimosa per celebrare l’8 Marzo?

Regalare la mimosa è una tradizione tipica italiana, frutto di un avvenimento storico del 1946. A decidere quale fiore dovesse diventare il simbolo delle conquiste delle grandi donne è stata l’assemblea dell’Udi (Unione donne italiane). Venne scelta la mimosa per diverse ragioni. All’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale era il fiore più economico, è uno dei primi fiori a sbocciare a Marzo ed è quindi facilmente reperibile in questo periodo, e nonostante la sua apparente fragilità è forte ed è capace di crescere in condizioni difficili. Per queste caratteristiche così similari alla donna, la mimosa diventa il simbolo per eccellenza della Festa delle Donne.

“La mimosa mi ricordava la lotta sulle montagne, poteva essere raccolta a mazzi e gratuitamente. Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimose penso che tutto il nostro impegno non è stato vano”. (Teresa Mattei, attivista dell’Udi)

Una giornata importante, un momento di riflessione e gratitudine per quello che le nostre predecessore hanno avuto il coraggio di fare per sè stesse e per le generazioni postume, e un momento per pensare ai passi che ancora devono essere compiuti per continuare a lottare per la nostra libertà e indipendenza. Al giorno d’oggi, infatti, sono ancora molte le donne vittime di soprusi, violenze e ingiustizie. In tutto il mondo sono numerose le iniziative organizzate per celebrare questa giornata tinta di rosa.

La donna è come una bustina di the, non si può dire quanto è forte fino a che non la si mette nell’acqua bollente. (Eleanor Roosevelt)

Le donne sono servite, in tutti questi secoli, come specchi che possiedono il potere di riflettere la figura di un uomo a due volte la sua grandezza naturale. (Virginia Woolf)

Chiedete scusa alle donne per aver sfruttato i loro corpi, per aver calpestato la loro intelligenza, per l’ignoranza in cui le avete lasciate, per non avergli permesso di volare in alto senza dover combattere… Amate le donne, forze della natura, che lottano per quello che vogliono, capaci di cambiare il mondo, che hanno un cuore grande, che regalano amore, che si prendono cura del prossimo, empatiche e generose. Amatele quando vi chiedono aiuto e amatele quando diventano uragani stracolmi di energia.

La terra è femmina, la grande bellezza è donna, la natura è madre. Amate le donne sensibili che si commuovono con un bacio, con una nuova nascita o con un nuovo matrimonio. Fatele fare una giravolta e aspettate un loro sorriso. Allungatele una mano, vi avvicineranno al cielo.

Amatele, sempre pronte a curare le ferite degli altri, trascurando le proprie, ad asciugarvi le lacrime. Datele una carezza quando sono stanche e abbracciatele quando piangono perchè quando loro hanno bisogno di voi, voi avete più bisogno di loro. Portatele un fiore per farle arrossire e ascoltatele quando vi guardano con gli occhi. Quando le donne amano, amano senza condizioni.

Festeggiamo oggi, domani, dopodomani e ogni giorno a venire, l’enorme contributo che le donne apportano al nostro mondo e al nostro futuro con un mazzolin di mimose, simbolo di forza e femminilità!