Ainé, Masego e Kamasi Washington live: un’alchimia soul

Lo scorso 16 luglio siamo stati ospiti al circolo Magnolia per assistere ai live di Ainé, Masego e Kamasi Washington, assieme in un’unica serata dalle tinte soul. Ecco il nostro report e le foto del concerto!

Il primo a salire sul palco, con un jersey dei Chicago Bulls e una chitarra che brilla, è Ainé. Noi Arnaldo lo conosciamo bene, abbiamo anche avuto il piacere di scambiarci due chiacchiere prima dell’uscita del suo album con Universal Music, sappiamo di che pasta è fatto il ragazzo. Da solo, su un palco di notevoli dimensioni, riesce in modo egregio a tenere alta la bandiera del Made in Italy con una performance vocale di alto livello. Il suo set è composto nella quasi totalità da brani tratti dal suo primo lavoro – “Generation One” – con testi sia in italiano che in inglese. Il suo stile e la sua impronta sono unici nel panorama musicale del nostro paese e nel sentirlo dal vivo si riescono a percepire tutte le varie influenze e sopratutto il suo soul, che viene rilasciato dagli speaker.

Ainé, Masego e Kamasi Washington
Ore 21 tocca a Masego. Accompagnato da una band al completo, semplicemente divora il palco. Apre con “Tadow” – pietra miliare realizzata con FKJ – dove si dileggia tra strofe rap, parti cantate e sax. Continua con numerosi brani tratti dal “Pink Polo EP”, nato dalla collaborazione con Medasin, e naturalmente dal suo ultimo disco, “Lady
Lady”. Non mancano i colpi di scena, come quando lancia sul pubblico un mazzo di banconote con il suo volto o decide di regalare rose alle signorine tra la folla. Ci fa cantare in “Nayhoo” e ballare con “Shut Up And Groove“. L’energia che mette in tutto ciò che fa sul palco ci viene trasmessa e rende il suo, uno di quei set che vorresti non
finisse mai. Masego non è solo cantante e polistrumentista, è un performer a 360 gradi. Il modo che ha di “tenere” il palco è impressionante: lo riempie, lo colora, lo elettrizza. Crea anche una canzone da zero campionandosi e mettendosi in loop. La sua musica è curata, fresca e leggera ma allo stesso tempo ricercata e raffinata. Si possono percepire le sue influenze, ma lui riesce a mixarle in modo unico, creando qualcosa di nuovo e solo suo.

Ainé, Masego e Kamasi Washington
Qualche minuto di attesa e, poco dopo le 22, è il turno di Kamasi Washington e la sua band. Diventato famoso al grande pubblico dopo aver collaborato con Kendick Lamar, Kamasi è tra i più grandi esponenti della musica jazz della nostra generazione. Parlare di questo genere musicale risulta abbastanza complicato ed è per pochi. Evito, quindi, di dare giudizi tecnici e mi limito a descrivere le sensazioni personali di un piccolo reporter più appassionato all’R&B e all’Hip-Hop. Il concerto di Washington è qualcosa di diverso, un’esperienza che ti fa immergere in un mondo di suoni soffici e rilassanti. Il jazz di Kamasi è facilmente apprezzabile – almeno a un livello più superficiale – da tutti, e probabilmente è questo il suo punto forte. La band è composta da musicisti di altissimo livello, ognuno dei quali aggiunge il loro personale tocco ai pezzi. I brani suonati sono delle rivisitazioni di quelli che possiamo trovare negli album “The Epic“, “Harmony of Difference” e “Heaven and Earth” tra cui “Street Fighter Mas“. Si distaccano molto dalle versioni dei dischi fatto che – oltre a rendere più interessante il live – sottolinea la bravura e il talento del gruppo. Kamasi è il nuovo Miles? Probabilmente no, ma sono abbastanza convinto che tra sessant’anni ci chiederemo se “tizio sia il nuovo Kamasi”.

Ainé, Masego e Kamasi Washington
Nel complesso la serata è stata variegata e omogenea allo stesso. Ainé, Masego e Kamasi Washington hanno ciascuno una qualità unica, ognuno ha vinto in qualcosa di diverso. Dall’inizio alla fine è stato come un grande racconto, un viaggio attraverso musica pregiata e, ora come mai, rara. Nessuno dei tre sarebbe stato intercambiabile, come in una squadra perfetta, ognuno di loro ha fatto in modo che il pubblico potesse godere non di 3 live separati, ma di un’unica esperienza. Un accostamento insolito di Ainé, Masego e Kamasi Washington dal vivo generano un’alchimia soul.

Report e Foto di Federico Protti