Massimo Pericolo, nuova rivelazione del rap: un live esplosivo chiude la rassegna dell’Oltre Festival
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Definito “nuova rivelazione del rap italiano” dagli addetti ai lavori e dai rapper stessi, Massimo Pericolo (Alessandro Vanetti) il 7 luglio ha incendiato il palco dell’Oltre festival, chiudendo come si deve la prima edizione del festival, che ha impegnato Bologna per cinque giorni.

Ad anticipare il suo arrivo sul palco una playlist che alterna, tra gli altri, i nomi degli artisti che abbiamo sentito in queste calde giornate: Franco126, Mecna, Clavdio, Gente, Irbis37, mentre il palco viene preparato per l’inizio del live; poco prima si era esibito Dola.

Alessandro ha dato al suo primo album (“Scialla Semper”) il nome dell’inchiesta che l’ha portato, nel 2014, ad una condanna di due anni, di cui 4 mesi passati in carcere e il resto ai domiciliari. Così, in linea con questo progetto musicale, sul palco campeggiano un nastro segnaletico con la scritta “MASSIMO PERICOLO” e dei lampeggianti blu. Lo schermo alle spalle dell’artista riporta per tutto il live video che ritraggono macchine della polizia, immagini della carta d’identità del cantante, video presi direttamente da Instagram stories e foto.

La folla chiama impaziente, il live è leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, quindi, mentre aspettiamo l’inizio, ci spostiamo lungo tutto il Parco delle Caserme Rosse: le persone arrivate per ascoltare Alessandro stasera sono davvero tantissime, l’Oltre festival si sta riempiendo sempre di più.

Quando parte la musica la folla esplode in urla e applausi: il rapper inizia e senza sosta canta una dietro l’altra le prime canzoni; anticipa “Soldati” chiedendo al pubblico di alzare le mani, non in segno di resa, bensì di vittoria, e ‹‹viva la noia della provincia che mi ha spinto a rappare e spaccare tutto››.

Ma il pubblico accoglie esaltato anche “Sabbie d’oro”, (ft. Generic animal, Crookers, XQZ e Fight Pausa). Il brano ancora una volta riflette l’esperienza del carcere e porta una serie di riflessioni sulla povertà e su quanto possa incidere sulla nostra vita l’ambiente in cui nasciamo e cresciamo:

Voi che andavate a scuola con i libri usati / Io che manco andavo a scuola e non li ho mai usati / Mia madre s’incazzava come le altre madri / Sì però i figli degli altri erano un po’ più bravi / E se almeno fossi nato in un quartiere serio /Non sarei l’unico babbo senza mai un euro”.

Massimo Pericolo

La voglia di riemergere dal fondo e di rifarsi con le proprie mani è sicuramente il focus dei testi di Massimo Pericolo, e su questa linea troviamo anche il testo di “Baklava”, inserita poco dopo in scaletta:

Odio mio padre perché non è ricco / Voglio la famiglia fica come in una fiction / C’ho una sola cosa buona che mi tiene dritto / Mi fa tutto quanto schifo ma mi piace dirlo / E ora che lavoro tanto come una puttana / Torno a casa appiccicato come due baklava / Voglio la folla sotto come il nuovo papa”.

Dopo “Totoro” e “Cella senza cesso”, in cui torna ancora il ricordo dell’esperienza in carcere (“Ero dentro, in quella cella senza cesso/ E becco questo brutto ceffo che mi chiede cosa prendo /Ma mi chiedo cosa c’entro e dice cose senza senso”) arriva il momento di “Ansia”, (ft. Ugo Borghetti) forse uno dei brani più attesi della scaletta, mentre alle sue spalle vengono riprodotto spezzoni di video.

Massimo Pericolo

Gli ultimi pezzi sono dedicati agli amici, a storie finite (così per “Miss” e “Ramen Girl”) e all’amore, come con “Cocco”:

Cuori chiusi nelle buste / Perché serve un trapianto di cuore / Quindi vai a fanculo di cuore / Non ho più le parole per dirti le cose che ho dentro e rimangono dentro di me”.

Infine “Scacciacani” (ft Ketama126) e “Amici” (che porta sullo sfondo immagini prese da Instagram stories, video e foto) anticipano il pezzo più richiesto dal pubblico durante la serata, ma che il rapper aveva deciso di riservare per il finale: “7 Miliardi” inizia a risuonare e la gente impazzisce. Nel frattempo il parco si è riempito ancora di più e ci sono persone in piedi sulle panche che cercano di vedere meglio lo spettacolo sul palco.

Dopo l’ultimo pezzo Alessandro saluta l’Oltre festival con un ‹‹Grazie Bolo››, e lascia risuonare le note di 7 miliardi (Lucky Beard Party Mix, ft Crookers) per un pubblico ancora eccitato, che, nel frattempo, inizia a dirigersi verso l’uscita.

Chiara Grauso

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