Tempo fa vi avevo parlato di Drimer, rapper trentino classe 1995, che all’epoca esordiva con il suo primo album ufficiale “Inception“.
A distanza di un anno  Francesco Marchetti, suo nome all’anagrafe, torna oggi prepotentemente sulla scena con il suo nuovo Mixtape “Scrivo Ancora”, un lavoro di ben 24 tracce.
In questo arco di tempo Drimer ha avuto modo di farsi conoscere ad un pubblico sempre più ampio anche grazie alla sua prestazione a Real Talk Freestyle, il famoso format di youtube, dove ha lasciato tutti, compresi gli addetti ai lavori, a bocca aperta. E proprio per questo intorno ai suoi lavori ora si respira un certo hype.
La credibilità e il talento non sono mai mancati al giovane rapper della Valle di Non, ora con questo mixtape ci vuole dimostrare anche tutta la sua versatilità.
Drimer è un rapper “vecchio” stampo (fa ridere se si pensa alla sua età) ma uno dei pochi in grado di coniugare vecchia e nuova scuola (anche se odio parlare di ciò) senza pensare troppo agli stereotipi, alle imposizioni del mercato, alla moda e a tutto quanto che potrebbe influenzare la musica. Drimer scrive, sempre, e canta e usa la musica per veicolare il suo messaggio, “semplicemente” un’artista.

“Scrivo Ancora” è fuori e per gli amanti dei lavori ben fatti non può mancare nelle proprie casse e/o cuffiette.
4 singoli sono già su spotify, sono quattro inediti prodotti da zero, quindi come potete ben vedere in realtà è un mixtape anomalo. Non solo produzioni già fatte ma anche inediti. Praticamente un disco.
Ecco il link per scaricarlo: www.scrivoancora.com, o altrimenti è tutto su youtube.

Per l’occasione Francesco ha risposto ad un paio di domande ed ecco l’intervista per presentare la sua nuova opera.

Partiamo dal titolo, perché “Scrivo ancora” ?
“Scrivo Ancora”, nonostante ad un primo impatto potrebbe sembrare, non è un titolo che voglia sottolineare il fatto che stia ancora scrivendo, come se fossi un qualche rapper attesissimo o di ritorno da un lungo silenzio. Il significato del titolo piuttosto è “Scrivo ancora. E ancora. E ancora”, e non a caso infatti il progetto conta 24 canzoni. La scrittura è una parte quasi quotidiana della mia vita, e differentemente dalla maggior parte dei colleghi con i quali condivido quest’attitudine, tendo a non cestinare molti pezzi. Il risultato è un fluire continuo di progetti, ultimo dei quali è appunto questo Mixtape.

Cosa ci dobbiamo aspettare da questo Mixtape?
Da questo Mixtape vi potete sicuramente aspettare tanta profondità e ricerca introspettiva, com’è poi caratteristica comune a tutti i miei lavori. Allo stesso modo però, mi sono concesso più libertà nello sperimentare toccando nuovi suoni e tipologie di brani, e soprattutto di collaborare con tanti artisti diversi (oltre 30 tra rappers, producers e djs). Ciò non mi accade molto spesso perché nei progetti ufficiali, nei quali tendo invece a crearmi un viaggio ed un immaginario particolari, fatico a collaborare con tanti artisti diversi.

Nell’era di Spotify e degli streaming perché hai deciso di fare un mixtape da scaricare?
Da un certo punto di vista, proprio perché siamo nell’era di Spotify e degli streaming! Nonostante appartenga sicuramente alla “nuova” generazione di rappers, la mia formazione rimane molto classic secondo certi punti di vista – dei quali sono grato –. Tra questi, l’idea del Mixtape come momento di esplosione creativa libera dagli schemi che spesso s’impongono quando stai scrivendo un disco, o creando un singolo ufficiale. L’idea di rilasciare gratuitamente un prodotto non ufficiale, eterogeneo e con diverse collaborazioni al suo interno mi è sembrata opportuna, anche per riempire lo spazio tra un disco e l’altro. Sarà un piccolo grande regalo per le persone che hanno ascoltato l’ultimo album, e saranno pronte spero ad aspettare per averne un altro ancora più qualitativo in futuro!

Non fai trap, non ti vesti Supreme, fai ancora freestyle alla vecchia maniera e ora il freedownload, dove ti collochi nella scena di oggi?
E’ una domanda intelligente e che ammetto mi lascia un po’ spiazzato. Sinceramente non ci penso troppo. Credo che pensare a dove collocarti in una scena limite le tue capacità creative e soprattutto qualsiasi messaggio od emozione tu ti senta di voler trasmettere. All’interno della scena io mi colloco esattamente dove mi vedi e mi hai messo tu: sono quello che fa rap ancora alla vecchia maniera ma spesso sulle sonorità attuali, che vede ancora il freestyle come un mezzo d’intrattenimento ma partecipa con estrema competitività alle battle di oggi, a cui non importa molto di avere una marca addosso ma che cura la propria immagine con la stessa attenzione riservata ai propri brani. Non c’è né vecchia né nuova scuola, ma solo buona scuola, come diceva qualcuno. Io mi sforzo di prendere il meglio da entrambe e sintetizzarlo.

Di Cuore, Inception e ora Scrivo Ancora, sono due anni che periodicamente esce un prodotto ufficiale targato Drimer: qual è il tuo messaggio quando scrivi? Cosa hai da dire?
Tanto, anche se alle volte sembra davvero i miei argomenti si riducano agli stessi tre o quattro punti. Questo perché parlo di quello che so, di quello che vedo e di quello che ho, e al momento almeno il tutto non supera quanto detto nei miei brani. Sicuramente ci sono persone e personaggi che hanno molto più di me da raccontare, almeno per ora, ma avendo la tendenza a raccontarmi quasi senza filtri non credo potrei mai esaurire la linfa creativa. Quella che scrivo è la storia di un ragazzo ventiduenne, universitario, quando serve lavoratore, spesso sofferente per le più banali cose come ogni essere umano e appassionato di una musica che cerca giorno per giorno di trasformare nella propria occupazione, e in qualcosa di più. Attraverso quella stessa musica, cerco di trasformare la mia storia in un esempio tanto per me stesso quanto per chi ascolta. Per me è un po’ come guardarmi allo specchio e ricordarmi che devo dare quell’esame, che devo scrivere quel pezzo, che devo spaccare. Per chiunque ascolti, la stessa cosa, ma come se allo specchio anziché me, ci fosse lui.

E’ cambiato qualcosa dopo l’esperienza di Real Talk ? Hai sentito un ritorno, ti senti nuove pressioni addosso dopo aver stupito in maniera positiva?
Certamente. Real Talk è stata un’esperienza straordinaria, in seguito alla quale un ritorno certamente c’è stato. Come non ho problemi a dire ciò, non ho nemmeno problemi a dire che il ritorno non è stato quello che un qualsiasi altro rapper già più esposto potesse avere. Faccio sicuramente musica in grado di arrivare, ma ancora difficile per le abitudini del pubblico rap italiano medio. E allo stesso tempo sono arrivato a Real Talk quasi da sconosciuto, ed è per questo che tengo ogni volta a ringraziare i ragazzi del team per aver puntato su di me. La pressione c’è sempre stata ad ogni mio progetto, perché punto ogni volta al massimo e ho tante aspettative, ma di certo ora è esponenzialmente aumentata, come però di pari passo la mia voglia di fare bene! Staremo a vedere cosa prevarrà.

Vieni dal mondo del freestyle, hai un dizionario forbito e non hai problemi a tenere un palco. Molti si sentono arrivati, lo sono, senza mai aver fatto nulla che riguardi la mera attitude del Rap. Quanto conta nella tua crescita tutto ciò ? Rinunceresti mai al tuo background pur di arrivare con la musica subito?
Marra diceva “è facile non fare certe scelte se nessuno te le ha offerte” quindi mi sentirei di evitare una risposta diretta a questa domanda. Ciononostante, posso dirti con sicurezza che il background rap alle mie spalle è stato fondamentale per la mia crescita. Non sarei qui e nemmeno cento metri più indietro, senza. Ci sono sicuramente esempi di personalità che sono giunte ad un istantaneo successo per via di una canzone virale, della loro storia particolare o altro. Io non ho avuto queste fortune e sfortune: sono un ragazzo più o meno normale per il quale l’unica cosa possibile per emergere è sempre stata spaccare. Da quando andavo alle prime battles in trentino a quando sono entrato negli studi di Real Talk. Senza non sarei potuto essere nulla di tutto questo.

Sicuramente hai “Abbastanza per farcela”, ma cosa vuol dire farcela per Drimer?
Cosa ti manca per dire “ce l’ho fatta”, ma soprattutto dove vuoi arrivare?
Un’altra domanda interessante. Qui entra in gioco la parte ambiziosa, narcisa ed egocentrica con la quale ognuno credo debba fare i conti. Se per me “farcela” significasse semplicemente mandare il mio messaggio e avere il mio impatto sul mondo, potrei dirti di avercela già fatta in un certo senso (“E non intendo farcela, intendo solamente farlo, e in questo senso forse allora ce l’ho già fatta, forse allora l’abbiamo già fatto”), e di non poter far altro ora che cercare di ampliare questa mia influenza. Mentirei però se ti dicessi che nella mia testa non c’è l’immagine di un futuro dove questa sia la mia unica occupazione, e dove una volta a settimana sono sul palco davanti a migliaia di persone. Il trucco per vivere una vita soddisfacente e allo stesso tempo importante, per come la vedo io e per come è per me, è cercare di unire queste due tendenze.

Tu vieni dalla Valle Di Non, Trento, una valle che forse molti lettori nemmeno conoscono. Quanto è difficile fare rap e non essere a Milano?
Molto difficile! Mi capita spesso di essere a Milano per serate o lavoro, appunto, e le possibilità lì sono ovviamente di un altro livello rispetto a quelle di qualsiasi altra città italiana, figurati Trento, che in fondo non è altro che un “grande paese”. Tuttavia, la Valle e Trento sono i miei posti, il mio background. Ricollegandomi alla mia risposta più sopra, senza di essi non sarei nulla di quel che sono. E’ stato difficile formarsi ed uscire, ma proprio perché così difficile la crescita è stata tanto ispirata. E se sono il rapper che pubblica ancora i Mixtape in freedownload nel 2017, e che alle battles guarda ancora maggiormente come un Mcees tiene il microfono rispetto alle punch che fa, magari sarò anche il rapper che riuscirà a fare qualcosa di buono senza doversi spostare a Milano e rimanendo in una piccolissima realtà come Trento. Ce ne sono stati altri, certo, ma sono sicuramente in minoranza, e non mi dispiacerebbe affatto unirmi alla fila.

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