SNEAKRS Day 2019: quando un golden tag non fa la felicità
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Cara Nike,
quest’anno si poteva fare sicuramente di meglio.

Sinceramente,
tantissimi tuoi appassionati.

Potrebbe essere questo il riassunto del pensiero che accomuna molti appassionati e sneakerhead nelle ultime ore. La delusione nata dalla nebulosa gestione dell’evento più atteso dell’anno, lo SNEAKRS Day, è effettivamente giustificabile sotto molti aspetti. Ma procediamo con ordine.

Lo scorso anno, l’8 agosto 2018, l’applicazione “SNEAKRS di Nike compie un anno e per festeggiare viene organizzato l’evento “One Day of Heat.Si tratta di una vera e propria caccia alla sneakers all’interno dell’applicazione: partendo da 8 indizi (uno per sneaker) si doveva sbloccare la scarpa, grattando sopra specifiche immagini.

Gli 8 indizi rilasciati l’anno scorso.

Una trovata assolutamente geniale e innovativa che, grazie all’ingegno e ad un pizzico di fortuna, ha permesso a molti di comprare alcune tra le sneakers più desiderate del 2018 – tra cui le Air Jordan 1 x Off-WhiteUNC” e le Air Max 1/97 Sean Wotherspoon.

Le aspettative per quest’anno erano sicuramente molto alte, visto anche il grande successo ottenuto l’anno precedente; purtroppo però, non son state minimamente rispettate. Ieri mattina l’hype era altissimi, ma la gestione della giornata da parte di Nike è stata inversamente proporzionale a quest’ultimo.
Alle ore 9:00 è cominciata un’altra caccia, non alla sneaker però, bensì ad un tag dorato. Nessun indizio, nessuna informazione, nulla di nulla, una vera e propria ricerca alla cieca – se non il minuscolo dettaglio che si dovesse cercare il tag in una delle storie. Numerose son state le persone a non trovare il tag dorato, ma paradossalmente altrettante son state quelle a trovarlo. “Ora che faccio?”: è stata questa la domanda che si son posti in tantissimi, una volta comparsa questa schermata.

https://www.instagram.com/p/B05pki-oX4m/

Ti contatteremo a breve”: quindi finisce qui la tanto agognata giornata? Per molti si, purtroppo. Il resto dello SNEAKRS Day ha infatti continuato a svolgersi esclusivamente in tre capitali: Londra, Parigi e Berlino. In queste tre città, gli abitanti hanno avuto la possibilità di poter acquistare due sneakers, due delle release più chiacchierate degli ultimi mesi: le LD Waffle Sacai e le Air Jordan 1Not For Resale. Il metodo di release scelto è stato Stash: mediante la geolocalizzazione del telefonino, si sbloccava l’accesso all’acquisto della scarpa, in una località segreta creata ad-hoc da Nike. Così facendo non solo la quasi totalità degli appassionati in Europa (si, perché l’anniversario dovrebbe festeggiare l’arrivo dell’app in Europa, non solo nelle tre città dello Stash drop) son stati tagliati fuori, ma si sono creati anche numerosi disagi negli spot selezionati, con fiumi di persone che correvano alla ricerca della scarpa – sebbene al contempo fossero previste contromisure per contrastare, ad esempio, l’utilizzo di GPS fake non abilitati dall’app.

E il golden tag? Il “breve” lasso di tempo indicato da Nike è durato 12 ore, e solamente alle 21:00 è stato rivelato, solo ai più fortunati – no, non bastava il tag oro per vincere, dovevi esser nuovamente estratto -, il loro premio.

In cosa consista di preciso, non si è nuovamente capito; tuttavia si pensa possa essere un vantaggio in più per una prossima estrazione, perché anche questa volta esser tra le persone selezionate ad aver trovato il golden tag non è abbastanza.

Utilizzare la targhetta non garantisce automaticamente l’acquisto: dovrai comunque essere tra i più veloci.

Se l’anno scorso è stata offerta a tutti la possibilità di acquistare, perché decidere quest’anno di far partecipare solamente tre città, lasciando con una misera ricompensa gli esclusi? Non sarebbe stato meglio includere tutti, creando un’evento sulla falsa riga di quello dell’anno precedente? Lo Stash drop è sicuramente una soluzione originale e divertente, ma era veramente il caso di implementarla in un’occasione come questa, che dovrebbe rivolgersi a tutti gli utenti?

Se il biglietto d’oro trovato da Charlie nel film “La Fabbrica di Cioccolato” assicurava la vittoria, il tag d’oro di Nike non assicura neanche quella. Non ci resta che sperare nell’anno prossimo e vedere all’opera queste targhette. Augurandoci che gli eventuali biglietti d’oro dell’anno prossimo, beh, permettano a tutti di visitare la Fabbrica di Cioccolato targata Nike. Non solo a chi è a Parigi, Londra o Berlino.

https://www.instagram.com/p/B06YufJIC98/