Chris Cunningham: scopriamo chi si nasconde dietro l’ultima collaborazione di Supreme

Classe 1970, inglese, Chris Cunningham debutta giovanissimo nel fumetto per passare, a soli 19 anni, nel mondo del cinema. Da consulente di Clive Barker, già nel 1992 lo ritroviamo al servizio di David Fincher e di Stanley Kubrick.

Musicista, videomaker, autore di spot pubblicitari pluripremiati (cfr. Mental Wealth per Sony Playstation). In Italia, paese del suo idolo (cfr. Dario Argento) lo abbiamo ospitato alla Biennale di Venezia con la sua opera “Monkey Drummer”, un cortometraggio che per 5 mesi ha attirato gente da ogni dove. Un ammasso di arti bionici e post-umani, tenuti insieme dal capo scimmiesco, che scandiscono il tempo battendo una batteria in modo sconnesso e confuso.

Chris Cunningham

Tutte le opere di questo periodo condividono vari comuni denominatori, tra cui la sua stretta collaborazione con Aphex Twin. Oltre al già citato Monkey Drummer, tra i loro lavori più iconici spicca sicuramente “Rubber Jhonny” (slang inglese per indicare i preservativi).
Presentato in occasione della TDK dance marathon, nato come l’ennesima trovata pubblicitaria per gli Aphex Twin, alla fine è stato un vero e proprio videoclip in cui ha convogliato tutte le idee e le influenze accumulate negli anni. Tutto girato in DV a infrarossi, Rubber Jhonny è la storia di un ragazzo deforme rinchiuso in uno scantinato che, parlando col suo cagnolino altrettanto allucinato, cerca un modo per passare il tempo. Un videoclip alla velocità della luce che rappresenta i viaggi ipercinetici e deliranti di un mostro, così veloci che appaiono indecifrabili a chi li guarda, infatti il numero di fotogrammi usati per comporre le immagini, talvolta, è addirittura sotto la soglia di percezione. Sono le immagini che fanno da musica, scandendo il beat più chiaramente delle note musicali stesse.

Previsto per l’uscita nel maggio 2005, fu ritardato poiché gli stampatori italiani non volevano mettere mano su qualcosa di così immorale e aberrante.
Transbiomorfi, androidi, clonazioni, science-fiction, la cinepresa di Cunningham scandaglia nel buio fino ad annullare gli ordini di umano e artificiale. Cerca ectoplasmi, estremità virtuali, è il figlio perfetto di un’epoca in cui tutto, essendo chiaramente esposto agli occhi, può essere visto analiticamente fino a trovare la deformità, che si cela ovunque. Corpo e tecnologia, linguaggio forte, membra e oggetti carichi di energia sfruttano desiderio e angoscia, le spinte ataviche che in una supermodernità sono diventate vere e proprie sociopatologie.

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