What’s New In Town: NeverSober

“Il punto di forza che sorregge il brand, l’intelaiatura alla base di tutto, è un gruppo di ragazzi coesi che persegue lo stesso sogno e condivide gli stessi ideali e principi”. Quando per una nuova puntata di What’s New In Town mi siedo a chiacchierare con Gabriele, uno dei fondatori di NeverSober, la prima cosa che mi colpisce è il suo parlare perennemente al plurale. Che sia circondato dai suoi collaboratori oppure da solo di fronte a me, non smette mai di concepire NeverSober – il brand che ha fondato nel 2013 – come una creatura collettiva, il frutto di uno sforzo congiunto e, in buona parte, paritario. “Non eravamo appassionati dei semplici capi d’abbigliamento, siamo innamorati di tutto il mondo urban, di tutto ciò che circonda questa cultura” mi spiega, “dalla street art al writing, dall’hip hop allo skating, e ovviamente lo streetwear”. 

La natura di un nome come “NeverSober” rischia di essere, a tratti, una scocciatura dal punto di vista dell’estremo – a tratti esagerato – politically correct odierno; Gabriele però scuote la testa, nella sua visione l’unico significato che si cela dietro il nome del suo brand è estremamente positivo. “Non va inteso come “sempre ubriachi”, ma come un invito a non essere mai sobri delle proprie passioni, a non perdere la voglia di mettersi in gioco per ottenere ciò che si desidera”. Gabriele me ne parla con una scintilla particolare negli occhi, quella di chi crede fortemente in ciò che sta dicendo, perché prima di adottarlo come nome del brand, lo ha sviluppato come motto e filosofia di vita. Mi parla infatti della miriade di difficoltà che hanno affrontato lungo gli anni, di quelle che tutt’ora si trovano ad affrontare, dalle piccolezze logistiche agli ostacoli che apparentemente sembrano insormontabili. Non c’è però rassegnazione o malinconia nella sua voce, quanto piuttosto un’aria di sfida, una consapevolezza dei propri limiti che lo porta a considerare ogni momento di “crisi” come un’opportunità per crescere e sviluppare soluzioni alternative. 

“Vogliamo veicolare questa nostra filosofia attraverso un range molto ampio di prodotti: t-shirt, hoodycrewneck, cappelli, calzini – ma anche molti accessori, come cuffie, poster, serigrafie e adesivi”. Proprio questi ultimi sembrano ricoprire un ruolo importantissimo nella creazione della community NeverSober: Gabriele mi dice infatti che il brand in origine era nato proprio con gli sticker, con il sogno un po’ ingenuo di utilizzarli per “marchiare” ogni città del mondo. La missione ha però portato i suoi frutti: NeverSober è volato a Londra, Copenhagen, Amsterdam, addirittura in America Latina, partendo dalla provincia di Novara. La città piemontese è anche il nucleo nevralgico della produzione del brand: “la forte economia tessile della zona ci permette di selezionare in prima battuta i tessuti migliori per i nostri capi, curando la filiera produttiva fin dalla scelta del tessuto”, mi dice Gabriele, raccontandomi poi dei tantissimi esperimenti che si sono susseguiti, alla ricerca del materiale ideale e del design perfetto. Il tutto è arricchito dal lavoro grafico di Mysoski, che cura il lavoro illustrativo dietro alle collezioni, peculiare e fortemente legato al tema di ciascuna capsule. 

Proprio mentre parliamo, i ragazzi stanno allestendo lo shooting per la nuova collezione, denominata “OTB”. La sigla sta per “Outside The Box”, una filosofia che i ragazzi hanno sviluppato nel motto che accompagna la release. “In un sistema economico in difficoltà, l’abilità di innovare è quella che fa davvero la differenza. Creatività significa pensare fuori dagli schemi, creare collegamenti originali, proporre cambiamenti. Implica coraggio perché non è facile modificare una struttura aziendale abituata a lavorare da anni nello stesso modo”: non solo streetwear, il nuovo approccio di NeverSober cela una matrice sociologicamente ricercata, che affonda le proprie radici nella difficoltosa situazione della società moderna degli ultimi anni. I ragazzi vogliono però guardare il lato positivo della situazione, cioè quel moto creativo che sta attraversando tantissimi giovani delle ultime generazioni, spronati a muoversi al di fuori della propria comfort zone proprio da questa complicata situazione di partenza. “Crediamo fermamente che la nostra generazione debba aver fiducia nel potere della creatività, rendendosi conto di avere tutte le carte in regola per dare prova del proprio valore. NeverSober dal 2013 ha l’obiettivo di dimostrare a noi e a voi che focalizzando e unendo le energie possiamo dare vita alle idee, realizzando i nostri progetti”: la mission di NeverSober e della collezione “OTB” valica decisamente i confini dello streetwear, ma permea anche i capi della nuova collezione. La nuova linea di tee “OTB” si ispira, in una rivisitazione ironica, al cibo cinese, nello specifico ai noodles, e nel loro ruolo nella cultura pop – soprattutto nei ‘90-’00 – di cibo da asporto per eccellenza in molte pellicole americane. Ecco quindi che la “box” diventa il packaging con cui i noodles vengono consegnati, mentre in “send noodles” gli stessi noodles sostituiscono… Beh, insomma, ci siamo capiti. Quando non sono loro ad essere take away, ci sono invece i cervelli da asporto – una grafica tanto dissacrante quando provocativa, per certi versi. 

La semplicità delle grafiche è frutto di un lungo lavoro di ricerca, con lo scopo di riuscire a lasciar passare il messaggio in maniera diretto, senza dissiparlo, esaltandone al contempo la componente ironica e divertente.  

La nuova collezione “OTB” e i precedenti prodotti NeverSober sono disponibili su www.neversoberproject.com  

Foto a cura di Lorenzo Savoini